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Il primo post non si scorda mai? Beh, sicuramente.. e per iniziare col piede giusto ho deciso di parlarvi del mio ultimo viaggio: quello in ANDALUSIA. Ormai è passato un mese ma le immagini di questa terra sono ancora tutte nella mia testa e spero anche nella vostra fra poco. Bene, iniziamo…

In tutti i sensi l’Andalusia è la regione più calda e passionale della Spagna. Qui sono nate la corrida, la tradizione delle tapas e il flamenco, che sono senza dubbi le tradizioni spagnole più sentite.
E’ una terra unica: tra il deserto di Tabernas e il Parco naturale della Sierra di Grazalema, bagnata dal Mar Mediterraneo e dall’Oceano Atlantico. Comprende otto province: Almeria, Cadice, Cordoba, Granada, Huelva, Jaén, Malaga e Siviglia.
Per visitare questa parte di Spagna è necessario basarsi sui giorni a disposizione.. Ecco due esempi di itinerario
7 giorni:Siviglia (3 giorni), Cordoba (1 giorno), Granada (2 giorni), Huelva (1 giorno).
– 15 giorni: a Siviglia, Cordoba, Granada e Huelva si possono aggiungere Ronda, la Costa del Sol con Gibilterra, MarbellaMalaga ma anche la Costa de la Luz con Tarifa, Vejer de la FronteraCadice.
Il mio viaggio appartiene alla prima categoria, pochi giorni ma buoni.. anzi, deliziosi!
Con partenza dall’Aeroporto di Pisa a metà Giugno mi sono diretta a Siviglia. Alcune comunicazioni di servizio: è possibile da Firenze raggiungere l’Aeroporto di Pisa sia in autobus dal Piazzale Montelungo di Santa Maria Novella (12 euro) oppure con un treno + People mover dalla Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella all’aeroporto (11.10 euro). Una volta a Siviglia fuori dall’Aeroporto c’è una navetta che con circa mezz’ora arriva in centro (il biglietto costa 4 euro e si fa a bordo).
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Siviglia è corrida, flamenco, tapas e tutto ciò che incarna l’essenza della Spagna. Custodisce un patrimonio architettonico di ogni genere: la Cattedrale con la Giralda, il Real Alcazar e il Metropol Parasol sono alcuni esempi. Nei quartieri storici si respira un’atmosfera sospesa: qualcuno suona sempre la chitarra, i bar sono pieni e le donne camminano con un ventaglio in mano.

Prima tappa:

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Avete presente l’esotico Palazzo reale di Casa Martell a Dorne? Si è a Siviglia miei cari fan di Game of Thrones. L’Alcázar è uno dei migliori esempi di architettura mudéjar che però racchiude al suo interno vari stili. Pensate che Carlo V apportò modifiche in stile gotico, in nettissimo contrasto con le precedenti sezioni in stile islamico. Imperdibili sono: il Cortile delle fanciulle, i Bagni di Donna María de Padilla, la Casa de Contrataciòn e i giardini.

La Cattedrale insieme alla Giralda sono dei tesori che chi visita Siviglia non può tralasciare.  Lo stile gotico e quello rinascimentale si uniscono nella più imponente cattedrale gotica del mondo. Per dimensioni è la terza chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro in Vaticano e San Paul a Londra. La Giralda esercita la funzione di torre e campanile della Cattedrale ed è patrimonio dell’umanità dal 1987. Da qui la vista è mozzafiato.

Una volta usciti dalla Cattedrale vi consiglio di perdervi tra le strade del quartiere di Santa Cruz per bere e mangiare tapas, probabilmente il tutto sarà accompagnato dalla musica che qualcuno sta suonando nel vicolo o dalla proprio casa.

Seconda tappa:

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Invece vi ricordate Star Wars – L’attacco dei cloni? Siamo precisamente a Plaza de España! Costruita nel 1929 in occasione dell’Esposizione Ibero-americana e decorata con mattoni, ceramiche e marmi colorati, ha un suo particolare simbolismo: la forma semicircolare richiama all’abbraccio della Spagna alle sue nuove colonie, le 58 panchine rappresentano tutte le province spagnole e infine Plaza de España guarda verso il fiume, rotta da seguire per raggiungere l’America.

Il Centro Andaluso di Arte Contemporanea ha sede presso il Monastero della Certosa di Santa María de las Cuevas dove, per trenta anni, sono stati custoditi i resti di Cristoforo Colombo. Offre una panoramica sulle tendenze artistiche affermatesi in Spagna dalla metà del XX secolo fino ai giorni nostri. L’arte in questo museo si innesta come un parassita, le opere spesso entrano nell’architettura e la pervadono, o forse è meglio dire che la invadono.

Il Museo della Ceramica di Triana rappresenta la storia della tradizione ceramista a Triana ed è un centro nevralgico del quartiere. Dal punto di vista architettonico offre moltissimi spunti perchè coniuga in maniera perfetta l’esistente e il nuovo. Visto che siete arrivati qui non potete non godere del quartiere di Triana in cui convivono la città antica e quella moderna. In origine era un quartiere di marinai, operai, industriali e ceramisti. Il lungofiume è un concentrato di bar e ristoranti dove passare la serata. Se, invece, avete voglia di qualcosa di particolarissimo c’è il Mercato coperto nel quale è possibile mangiare al piano superiore, mentre al piano di sotto si possono ammirare dei bellissimi resti delle civiltà araba e romana.

Ultima tappa:

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Prima di lasciare Siviglia non si può saltare la visita al Metropol Parasol. Uno dei nuovi simboli della città, ha un aspetto è avveniristico, ma in realtà è una struttura costruita in base ai principi della bioedilizia, con materiali esclusivamente naturali. La costruzione è stata terminata nel 2011 con l’obiettivo di riqualificare la vecchia Plaza de la Encarnacion, completamente lasciata a se stessa dopo la demoliziano del vecchio mercato nel 1973. L’architetto Jurgen Mayer ha pensato cinque livelli: il seminterrato si affaccia su dei resti archeologici rinvenuti durante i lavori di costruzione, il secondo ospita un mercato, il terzo serve per degli spettacoli, al quarto c’è un ristorante mentre al quinto ed ultimo livello si può godere di un’esperienza unica! Se si sale in cima al Metropol Parasol si può ammirare la città a 360° camminando sulla passerella panoramica che segue il profilo sinuoso della copertura.

DA SIVIGLIA A GRANADA

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In Spagna si dice “Quien no ha visto Granada, no ha visto nada” ed è proprio così. Una meraviglia senza tempo dove ho avuto la fortuna di trovare anche la Feria, tipica festa andalusa in cui le donne indossano vestiti tipici, la città aspetta ai lati delle strade che passi la processione e c’è festa ovunque.

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In questa città ho trascorso due giorni ma vorrei averla vissuta per molto di più perchè sembra sospesa nel tempo. Camminare per le vie del centro durante la Feria è stato suggestivo, trascorrere la serata mangiando tapas nel quartiere di Albaycin è stato momento prezioso ma concludere la giornata con la vista dell’Alhambra da uno dei Mirador è stato indescrivibile.

In questa città ci siamo divertite a perderci nelle vie e nelle piazze in stile moresco e gotico. Ma Granada non è solo ciò che ci si aspetta, è anche Architettura moderna… è anche Alberto Campo Baeza. Abbiamo visitato la Fondazione e la Sede Centrale della Caja Granada, due progetti di anni diversi (e quindi anche di stili). I materiali, le simmetrie e i colori insieme ai giochi di luce e ombre ci hanno fatto innamorare di questi spazi. Per gli appassionati di Architettura consiglio di informarsi con un pò di anticipo sulle aperture, la visita alla Sede Centrale non è sempre possibile.

Il giorno seguente lo abbiamo dedicato alla visita dell’Alhambra. Conoscete la Sindrome di Stendhal? Ecco, proprio quella mi ha colpita. La sindrome di Stendhal è una patologia psicosomatica che può insorgere davanti ad un’opera d’arte di straordinaria bellezza. L’Alhambra non è solo una città murata che occupa la maggior parte del colle della Sabika. E’ molto molto di più, tanto che il Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO ha dichiarato l’Alhambra e il Generalife di Granada Patrimonio Culturale dell’Umanità ed è stata indicata tra i 21 candidati finalisti per essere una delle sette meraviglie del mondo moderno.

DOPO GRANADA, TAPPA A CORDOBA

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Cordoba è una bianco, è la Mezquita e tortilla al Bar Santos. Arriviamo in mattinata e ci dirigiamo subito alla Mezquita, una delle principali espressioni dell’arte arabo-islamica e dell’architettura gotica e rinascimentale dell’Andalusia. La grande moschea di Cordova, oggi cattedrale dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima in Cordova, è un grande quadrilatero di circa 180 m di lunghezza per 130 m di larghezza, con 19 navate e 856 colonne sormontate da capitelli in stili diversi. Non vi dirò altro sperando che possiate entrare in questo luogo e provare le mie stesse sensazioni.

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Una volta fuori seguiamo il consiglio di ordinare quella che viene definita la tortilla più buona di tutta l’Andalusia al Bar Santos… appena due sedie, foto della corrida e tortilla ovunque. Viaggiare è anche sedersi su un muretto all’ombra, mangiare e bere una birra ghiacciata con un ragazzo poco lontano che suona la chitarra.. non credete?? Il nostro giorno a Cordoba prosegue tra le vie della Juderia, antico quartiere ebraico con casine bianche e vasi azzurri appesi ovunque.

OGGI MARE – MATALASCANAS | HUELVA

Ultimo giorno significa RIPOSO scritto a caratteri cubitali dopo aver camminato per sei giorni senza fermarsi mai in la compagnia dei poco piacevoli 47°. Abbiamo scelto la spiaggia di Matalascanas come meta perchè essendo molto vicina a Siviglia ci ha permesso di fare andata e ritorno in giornata (Matalascanas-Siviglia 1 ora).

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Situata nel parco nazionale della Donana, è un posto davvero piacevole. Vento rigenerante, spiaggia pulita, non troppo affollata e non troppo contaminata dall’uomo… solo qualche chiringuito dove per 4 euro puoi noleggiare lettino e ombrellone.

 

Ok, il viaggio è arrivato al termine e anche questo post. Giusto un paio di consigli che penso possano essere superutili quando si viaggia.

DOVE MANGIARE A SIVIGLIA, secondo me:

  • Tapas Bar Bodega (Santa Cruz)
  • Casa Cuesta (Triana)
  • Mercado Lonja del Barranco (Calle Arjana)
  • Mechela (bisogna prenotare dal sito) (Calle Bailén)
  • Perro Viejo (Calle Arguijo)
  • La Antojeria (Calle Felipe II)
  • Lobo Lopez (dove c’è un MERAVIGLIOSO murales dello streetartist VHILS) (Calle Rosario)
  • Bodega dos de Mayo (Pl. de la Gavidia)

FLAMENCO:

  • Carboneria
  • Museo del Flamenco

Dipende da cosa vi piace di più.. La Carboneria è un luogo nascosto nella vecchia Siviglia dove potete vedere uno spettacolo di Flamenco senza pagare il biglietto (basta una una semplice consumazione ed è molto economico). Sei totalmente rapito quando vedi ballare e cantare gli artisti che si esibiscono, oltre a questo c’è da aggiungere che La Carboneria è un locale particolarissimo… un antico pianoforte, vasi appesi, lunghissime panche dove ci si siede tutti insieme.

Chi invece vuole vedere il Flamenco in un teatro deve andare al Museo del Flamenco (il biglietto è di 18 euro con alcune riduzioni per studenti e più piccoli).

 

DOVE MANGIARE A GRANADA, sempre secondo me:

  • Los Diamantes (Calle Navas)
  • La Tana (Barrio del Realejo)
  • Shambala (Calle Fábrica Vieja)
  • El Higo (SUPERSUPER ATMOSFERA) (Albaycin)
  • Casa Torquato (Albaycin)
  • Aliatar (Albaycin)

A Granada la tradizione è questa: ordinare (e PAGARE) da bere, le tapas vengono offerte. Quindi… BUON APPETITO! Se, invece, volete solo una buona birra fresca da sorseggiare con una super vista e un’atmosfera un pò gipsy consiglio il Ciringuito de Pepe y sul amigos.

 

 

F.

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

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