IMG_3949Il Monte Athos o per meglio dire Repubblica monastica del Monte Athos è un territorio autonomo della Penisola Calcidica in Grecia, dotato di uno statuto speciale di autogoverno. La Repubblica è soggetta alla giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e a quella politica del ministero per gli affari esteri greco. Essendo parte di uno Stato membro dell’Unione europea, ne è esso stesso parte ed è soggetto, quasi interamente, alla legislazione comunitaria.

La più grande caratteristica di questo luogo è l’accesso. Per entrarvi è infatti necessario uno speciale permesso di soggiorno, il Dhiamonitirion, che permette di visitare Monte Athos per 4 giorni (si può comunque richiedere in loco un rinnovo per altri 2-3 giorni). MA QUESTO VALE SOLO PER GLI UOMINI, E’ VIETATO L’INGRESSO ALLE DONNE!

Trattandosi di un territorio abitato da monaci, per tradizione, possono entrare solo uomini. Questo divieto è stato così rigoroso nel corso della millenaria storia dell’Athos, che solo poche volte è stato infranto: ciò è capitato, per esempio, durante la Seconda guerra mondiale, quando un gruppo di partigiani comunisti greci, tra cui alcune donne, entrarono nella montagna sacra. L’interdizione si estende anche agli animali domestici di sesso femminile, ad esclusione dei gatti. Forse a rendere così misteriosa questa parte di Grecia è proprio questo divieto.

Se siete donne o non avete richiesto in tempo il pass oppure non siete stati accettati non disperate! Da Ouranopoli un traghetto parte diverse volte durante il giorno, così, anche se soltanto dal mare, è possibile vedere e capire cosa sia il Monte Athos.

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Una delle caratteristiche principali è che i visitatori sono ospitati nei vari monasteri e per questa ragione il loro ingresso è limitato. I pellegrini vengono accolti al loro arrivo da un monaco che offre loukoumiesraki e acqua. Vengono poi accompagnati nella foresteria, dove si dorme in camerate con servizi comuni. La vita interna e gli spostamenti tra i vari monasteri sono regolati dalla vita quotidiana monastica. Il tramonto corrisponde alla mezzanotte e i monaci si svegliano nella notte, all’ora sesta nel loro orologio tradizionale, per la preghiera. I visitatori mangiano con i religiosi e tutto si svolge in non più di 15 minuti, mentre un monaco legge le Scritture: mangiare, infatti, distrae dalla preghiera, scopo principale della loro vita.

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Per chi vede il Monte Athos solo dal traghetto l’esperienza è comunque molto forte. Dopo un discreto tempo di navigazione (a volte fatta insieme a gruppi di delfini) in cui non si vede altro che scogliere e mare, appare il primo dei 20 monasteri ed è un colpo al cuore. Queste strutture massive ed imperiose con ponti levatoi e cupolette nascono sulle spiagge o su costoni di roccia a strapiombo con leggerezza e raffinatezza. Nessun monastero è simile all’altro e mano a mano che si procede con la navigazione si è costantemente stupiti. La voce vi spiega monastero per monastero (selezionando i primi e più importanti che sono visibili dal mare) ma ogni tanto sarete catturati più dall’architettura e dalla natura che dal sentire quanti monaci abitano il monastero in questione o quale tesoro vi sia nascosto all’interno.

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20 monasteri di diversi colori o di diverse sfumature della stessa tonalità, con stili tutti diversi opposti tra loro, costruiti in varie epoche e in cui vivono solo uomini. Sarebbe riduttivo definire così il Monte Athos. Questa parte di mondo, un pò dimenticata e non troppo conosciuta (per fortuna di chi la visita), è tutt’altro. E’ spirito, è mare, è solitudine, è riscoperta e a volte anche sacrificio. 

Per ultimo vi lascio l’elenco dei 20 monasteri:

  1. Grande Lavra (Μεγίστη Λαύρα, Megísti Lávra)
  2. Vatopedi (Βατοπέδι o Βατοπαίδι)
  3. Iviron (Ιβήρων; ივერთა მონასტერი, iverta monasteri)
  4. Hilandar (Χιλανδαρίου, Chilandariou; Хиландар)
  5. Dionysiou (Διονυσίου, Dionusiou)
  6. Koutloumousiou (Κουτλουμούσι, Koutloumousi)
  7. Pantokrator (Παντοκράτορος, Pantokratoros)
  8. Xiropotamou (Ξηροποτάμου)
  9. Zografou (Ζωγράφου, Зограф) – bulgaro
  10. Dochiariou (Δοχειαρίου)
  11. Karakalou (Καρακάλλου)
  12. Filotheou (Φιλοθέου)
  13. Simonos Petra (Σίμωνος Πέτρα o Σιμωνόπετρα)
  14. Aghiou Pavlou (Αγίου Παύλου, Agiou Pavlou)
  15. Stavronikita (Σταυρονικήτα)
  16. Xenophontos (Ξενοφώντος)
  17. Osiou Grigoriou (Οσίου Γρηγορίου)
  18. Esfigmenou (Εσφιγμένου)
  19. San Panteleimone (Αγίου Παντελεήμονος, Agiou Panteleimonos; Пантелеймонов)
  20. Konstamonitou (Κωνσταμονίτου)

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F.

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

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