Io sono una di quelle persone che ha sul comodino sempre almeno un libro, a volte anche due o tre. Ci sono scrittori preferiti di cui ho letto quasi tutto, sorprese impreviste comprate per la copertina, mattoni senza tempo. Tra questi anche libri dove a fare da sfondo c’è una città seducente o dove il vero protagonista è proprio il viaggio. Se state cercando qualcosa da leggere mentre siete in aeroporto o mentre sognate la prossima meta… ecco i miei speciali consigli.

Una lista della spesa facile facile. Quattro libri per quattro luoghi. Iniziamo…

ON THE ROAD – JACK KEROUAC

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Da dove iniziare se non da qui? Un libro che in certi passaggi è difficile da digerire, ma che racconta della gioventù e della voglia di percorrere la strada. La nostra personale Route 66.

Jack Kerouac, 29 anni, in tre settimane con l’aiuto solo del caffè e senza l’uso della benzedrina mise su carta quello che è diventato immediatamente un testo di riferimento, se non addirittura il manifesto, della Beat Generation. On the road, che voi ci crediate o no, è stato scritto su un rotolo di carta da tappezzeria, lungo 36 metri che gli era stata regalata. Il “rotolo” è stato venduto all’asta nel 2001 per un prezzo superiore ai due milioni di dollari.

La storia? Alla fine degli anni quaranta, Sal Paradise, pseudonimo di Jack Kerouac, viaggia in lungo e in largo attraverso gli Stati Uniti. In autostop, in auto e in autobus. Da New York a Chicago, per Denver e San Francisco, da Sabinal a Pittsburg e di nuovo a New York. C’è anche Dean Moriarty, pseudonimo di Neal Cassady, che abita a Denver ed è appena uscito dal riformatorio. Con lui conosciamo il brivido del sesso, della musica jazz, dell’alcool e della benzedrina. Sal, però, non è Dean e dopo ogni viaggio, si sente sempre peggio, desidera ricominciare e avere un luogo fisso. Ritorna a New York, riprende l’università e conduce una vita normale, fino a quando rivede Dean. Arrivano fino in Messico, dove avviene la rottura definitiva. Sal è di nuovo a NY ma con un nuovo viaggio da intraprendere. Stavolta molto diverso, quello con Laura, pseudonimo di Joan Haverty, seconda moglie di Kerouac.

L’ALCHIMISTA – PAULO COELHO

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Storia dal fascino lontano. Tra Andalusia, Marocco ed Egitto. La magia del deserto. Il viaggio e il sogno. La crescita. Per riflettere. Il migliore Coelho.

Il romanzo racconta la vicenda di un giovane pastore, Santiago, che insegue un sogno ricorrente secondo il quale, ai piedi delle Piramidi, si trova un tesoro nascosto. L’avventura che lo porterà dall’Andalusia fino alle Piramidi rappresenta la sua crescita. La prima tappa di Santiago è Tangeri, dove il giovane, ottimista e un po’ ingenuo, viene immediatamente derubato di tutto il denaro che possiede ed è costretto a rimboccarsi le maniche. Ma niente lo ferma, ad ogni caduta si rialza. Viaggia, lavora, soffre, conosce, sconfigge i beduini e incontra Fatima. Nemmeno l’amore lo ferma e arriva alle Piramidi, per l’ennesima volta viene derubato, ma qui il capo dei predoni gli rivela che anche lui aveva fatto un sogno anni prima e senza saperlo fa in modo che Santiago trovi il tesoro.

SOSTIENE PEREIRA – ANTONIO TABUCCHI

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Uno dei miei libri preferiti, uno di quelli che ho divorato. Tabucchi è uno scrittore senza tempo, dall’animo prezioso e dalla penna geniale. Pereira è uno di quei personaggi a cui ci si affeziona per forza. La scenografia è quella della Lisbona nel 1938, nel pieno del regime dittatoriale salazarista.

Il dottor Pereira è un giornalista che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per curare quella culturale del Lisboa. Personaggio del tutto mediocre, un uomo senza idee o posizioni politiche, dedito solo alla letteratura e al ricordo della moglie morta. Pereira è un cardiopatico obeso che tutti i giorni fa colazione al Café Orquidea e ordina sempre omelette e limonata. Un giorno leggendo un articolo di una rivista, decide di contattarne l’autore per offrirgli un posto come collaboratore esterno. Ed ecco Francesco Monteiro Rossi, a cui viene chiesto di scrivere necrologi anticipati di personaggi celebri ancora in vita, i cosiddetti coccodrilli. Il giovane invece di parlare delle personalità indicate, fa di testa sua e racconta delle vite di scrittori e artisti filofascisti legati alle dittature. Articoli non pubblicabili che fanno arrabbiare Pereira ma che gli fanno prendere consapevolezza del regime. Da intellettuale abitudinario a eroe.

LATINOAMERICANA – ERNESTO CHE GUEVARA

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Piccoli rivoluzionari di tutto il mondo unitevi perchè vi sto proponendo il diario di viaggio di Ernesto Che Guevara. Tra Argentina, Cile, Perù, Colombia e Venezuela.

Le note e gli appunti raccolti durante il lungo ed avventuroso viaggio che ha portato il giovane Ernesto Guevara e il suo amico Alberto Granado attraverso l’America Latina. In sella alla motocicletta, la Norton 500 M18 del 1939 soprannominata la Poderosa II, e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. All’epoca, il futuro rivoluzionario è ancora uno studente di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico che lavora in un ospedale locale. Il passaggio da Machu Picchu al lebbrosario di San Pablo porta il giovane protagonista a osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano.

Il giovane Ernesto Guevara è poi diventato Ernesto Che Guevara. Ci sono stati Cuba, Fidel Castro e la Rivoluzione.

Quattro storie, quattro viaggi, quattro autori. Curiosità, bizzarrie e qualche consiglio prezioso.

F.

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

Una risposta a "QUATTRO LIBRI PER QUATTRO LUOGHI"

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