L’Oman sorprende, ammalia, strega e conquista. Come? Con il fascino dell’oriente, con i suoi villaggi color pastello, con le oasi, con i fiori. Muscat, Nakhal, il Deserto di Wahiba e quello del Wadi Shab sono luoghi di rara bellezza, caratterizzati da un’eleganza senza pari.

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Muscat è l’emblema dell’Oman, capitale e biglietto da visita con la sua grazia regale. Innamorata di questa città già dal mio primo passo qui, ancora oggi ne subisco il fascino se ripenso alla Moschea del Sultano Qaboos e al Palazzo Al Aman. Muscat ti seduce da subito, appena arrivi. Poi quando passeggi per il Suq, quando visiti i forti militari di Jalali e Mirani, quando ti siedi nei suoi giardini, capisci che quello non è un colpo di fulmine di pochi attimi, è uno di quegli amori che ti fanno andare a letto col sorriso.

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Nakhal, a 120 km dalla capitale, domina la vallata, è un antico villaggio immerso nel deserto, dall’architettura irregolare che si innesta sulla roccia. L’odore dei frutteti vi farà dimenticare coordinate geografiche, orari e tutto quello che avete segnato in agenda fino al prossimo anno. E non siamo ancora arrivati alle sorgenti di acqua calda di Ain A’Thawwarah. IL Paradiso in Terra. Immergersi qui per fare un bagno termale va al di là del concetto banale di “staccare la spina”.

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Il deserto dell’Oman cambia continuamente, dune di sabbia, rocce e oasi si alternano in un gioco senza fine. Lasciata Muscat si incontrano, a intermittenza, piccoli villaggi dai colori caldi e dai toni pastello – il nulla – qualche casina e poco di più. Di nuovo il nulla, quello più assoluto poi puff… un’oasi! Ecco, quando trovate un’oasi, scendete dalla Jeep e fate un bagno. Incredibile essere nel deserto e nuotare. Ciò che vedrete risaliti in auto potrebbe essere un paesaggio lunare fatto di rocce nere oppure un’immensa distesa di sabbia rossa. Dipende qual’è la vostra direzione o il vostro percorso. Questo è l’Oman. Di tutto un pò, a sorpresa, sempre in evoluzione, sempre diverso, sempre meraviglioso.

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Se ripenso al mio tour dell’Oman mi viene in mente il pranzo nel deserto, seduta su una stuoia, mangiando frutta e piatti locali – il bagno nell’oasi l’11 di Febbraio – l’odore di incenso che pervadeva il Suq – il bianco della moschea – i colori dei fiori ovunque.

A me viene voglia di ripartire immediatamente. Pochi luoghi ti lasciano tanta bellezza addosso come questo Paese. L’Oman è ancora poco battuto dal turismo di massa, è una gemma preziosa che per il momento pochi hanno avuto il piacere e l’onore di visitare – per fortuna, aggiungo io.

E’ qualcosa da tenere con cura dentro di noi dopo esserci stati.

F.

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

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