“D’estate a Roma i cinema sono tutti chiusi, oppure ci sono film come “Sesso amore e pastorizia”, “Desideri bestiali”, “Biancaneve e i sette negri”, oppure qualche film dell’orrore come “Henry”, oppure qualche film italiano.”

Caro diario, 1993, Nanni Moretti

Ecco, così inizia Caro diario, uno dei film più belli del regista – attore – sceneggiatore – produttore cinematografico italiano, che si ritrova a Roma nel bel mezzo di un torrido Agosto. In Vespa attraversa i quartieri di una Capitale estiva semideserta. Miglior regia a Cannes ’94.

E se lasciassimo la Roma del 1993 di Nanni Moretti per vedere l’Agosto 2018 di Firenze? Quanto potrebbe essere diversa la città? Un perenne chiuso per ferie? Oppure un turismo che non si ferma nemmeno davanti i giorni della villeggiatura all’italiana?

Un viaggio tra le saracinesche del centro, uno sguardo nelle vetrine delle vie, una me riflessa qua e là. Il tutto è reso più retrò da Huji, in pieno stile anni ’90.

Agosto 2018, Firenze.

Piazza Beccaria

Borgo Pinti

Borgo Pinti

Borgo Pinti

Borgo Pinti

Borgo Pinti

Piazza Salvemini

Piazza Sant’Ambrogio

Il responso? Il mio è lo stesso di Nanni Moretti. Una città dalle saracinesche abbassate ha comunque il suo fascino. Suggestivo e sospeso. Melanconico? No. Triste? Assolutamente no no no. Poco caotica? Si. Meno affollata? Sicuramente si. Non tutti i mali vengono per nuocere, anzi. Per noi che la città la viviamo ogni giorno è bello poter passeggiare anche per le vie deserte, alzare lo sguardo, soffermarci un attimo in più sui dettagli e sugli scorci che di solito ci perdiamo per la fretta.

Concludo con tre battute che racchiudono tutta la filosofia di queste righe.

Nanni: Be’ Spinaceto pensavo peggio non è per niente male.
Un astante: Ma infatti lo sai ci stavo pensando.
Nanni [lo interrompe e scappa]: Ciao!

 

English version

“In the summer in Rome the cinemas are all closed, or there are films like” Sex love and pastoralism “,” Desires bestial “,” Snow White and the Seven Negroes “, or some horror film like” Henry “, or some film Italian.”

Dear diary, 1993, Nanni Moretti

Here, so begins Dear diary, one of the most beautiful films of the director – actor – screenwriter – Italian film producer, who finds himself in Rome in the middle of a torrid August. In Vespa it crosses the neighborhoods of a semi-desert summer capital. Best Director at Cannes ’94.

And if we left the Rome of 1993 by Nanni Moretti to see the August 2018 in Florence? How different could the city be? A perennial closed for holidays? Or a tourism that does not stop even before the days of the Italian holiday?

A journey through the shutters of the center, a look in the windows of the streets, one reflected here and there. Everything is made more retro by Huji, in the style of the 90s.

August 2018, Florence.

The response? Mine is the same as Nanni Moretti. However, a city with its lowered shutters has its charm. Suggestive and suspended. Melancholy? No. Sad? Absolutely no no no. Little chaotic? Yes. Less crowded? Surely. Not all ills come to harm, indeed. For us that the city we live every day it is nice to be able to walk even through the deserted streets, look up, linger a moment more on the details and views that usually we lose ourselves in a hurry.

I conclude with three bars that enclose the whole philosophy of these lines.

Nanni: Be ‘Spinaceto I thought worse it’s not bad at all.
A bystander: But in fact you know I was thinking about it.
Nanni [interrupts him and escapes]: Hello!

 

cropped-logo2.jpg

F.

 

 

 

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

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