Amorgos è un segreto da sussurrarsi piano ad un orecchio. Il turista-medio qua ancora non ha rovinato la magia che ruota intorno alle Isole Cicladi. Da mordere, assaggiare e assaporare.

Qua le persone si conoscono tutte, si salutano e soprattutto ti salutano. Come se fossi di famiglia. Perché qua siete in famiglia. Lo siete al forno la mattina, sul taxi boat diretto a Gramvousa e la sera a cena in una taverna del porto.

E’ una sensazione sorprendente. Forse perché ormai siamo abituati al via vai di Santorini, Mykonos o Zante. Forse perché Atene e Salonicco sono due grandi città. Forse perché per quanto ti senti a casa non sei mai nel tuo quartiere dove conosci tutti. Ad Amorgos però è diverso. Sei davvero in una dimensione altra che non vorrai più lasciare.

Quanti giorni ad Amorgos?

Cinque giorni. Almeno cinque. Promettetelo. Quest’isola vi rapirà il cuore. E’ entrata di prepotenza nella mia Top c i n q u e. Fidatevi di chi ha fatto della Grecia una seconda casa ormai da più di una decade.

Amorgos è grande e vi sarà necessario noleggiare una macchina. Viste le salite, le strade e soprattutto il vento io vi consiglio l’automobile più che il motorino.

Quando andare?

Tra le Cicladi è sicuramente quella meno affollata dai turisti, vive come in uno stato di AUTARCHIA. In una bolla. Ma il mio consiglio rimane sempre quello di non partire nei mesi di Luglio e Agosto, sono sempre preferibili Giugno e Settembre.

Dove alloggiare?

Io ho alloggiato a Katapola, la città portuale di Amorgos. Aegean of Amorgos è stata la mia casa per cinque giorni. Nuovo, centrale, poche camere, una terrazza intima e un’accoglienza piena di sorrisi. 

La colazione è in camera o in terrazza. Pane fresco, formaggi, ciambellone, marmellate, yogurt e miele.

Come arrivare ad Amorgos?

Per arrivare ad Amorgos il 90% di chi viaggia passa per Mykonos (di cui vi ho parlato in un’altro articolo: https://tornopercena.com/2018/09/12/mykonos-il-bianco-e-il-blu-delle-cicladi/). Più lunga invece è la tratta da Santorini, ma comunque fattibile.

Con un volo diretto da tutti i più grandi aeroporti arrivate nelle belle Mykonos o Santorini e godetevi una notte qua. Queste isole hanno sempre un fascino magico. E poi siete in Grecia, non fate le cose di corsa. Il giorno successivo prendete l’high-speed e in pochissimo sarete giunti alla meta finale.

Per i traghetti: https://www.seajets.gr/en/?fromDestination=JMK&toDestination=KOU&gclid=Cj0KCQjw_vfcBRDJARIsAJafEnEHGAunda-nagAhJwpR9dXK8_u6Ft9wJk_osHaL8kJk5Tk8Sc6TcgkaAvqlEALw_wcB

Spiagge?

Paradisia – Gramvousa – Agios Pavlos + Isola di Nikouria – Maltezi. Se dovessi fare una classifica sarebbe questa.

Paradisia è una piccola spiaggia di ciottoli bianchi frequentata solo da Greci. Farete il bagno da soli, a farvi compagnia qualche signora che accompagna il marito a pesca. Nessun altro.

Gramvousa è l’isola disabitata in cui difficilmente correrete a prendere il taxi boat per tornare ad Amorgos.

Agios Pavlos è una bella spiaggia, ha un bel bar con ombrelloni e lettini, è davvero piacevole trascorrerci una giornata. Ma il mare dell’Isola di Nikouria vi lascerà senza parole.

Maltezi, ah Maltezi. Più affollata delle altre sopra citate. Raggiungibile a piedi da Katapola percorrendo un sentiero meraviglioso (di circa mezz’ora) che costeggia il mare oppure con il taxi boat sempre da Katapola.

I prezzi del taxi boat sono sempre tra i 4 e i 5 euro andata e ritorno.

Cosa vedere?

Assolutamente Chora va visitata sia di giorno che di sera. Un fascino unico fatto dai tavolini e dalle sedie lungo le vie. Dai gatti che dormono all’ombra. Dalla musica in sottofondo.

Attenzione al vento la sera, consigliato un cardigan. L’isola è molto ventilata.

Il Porticciolo di Katapola è adorabile con le sue casine bianche. Ha due versanti, da vedere entrambi. Capirete subito perché tutti dicono che Amorgos sia un isola autentica e accogliente.

Il Monastero di Hosoviotissa sulla roccia a picco sul mare è surreale. Amanti dell’Architettura e non ne rimarrete estasiati. Le Corbusier deve esserci stato sicuramente. Scarpe comode, per salire ci vogliano una ventina di minuti. Per entrare vanno coperte braccia e gambe, sia uomini che donne.

Un altro Monastero più che suggestivo è quello di St. Valsanlitis, qui ad accogliervi troverete la sua unica monaca. Lo ha ricostruito e lo tiene in vita. Lo rende vivo con i suoi dipinti, le sue preghiere ma soprattutto con il suo amore verso l’altro. Vi offrirà acqua, uva e dolcezza infinita. Lo capirete soltanto una volta davanti a lei di cosa parlo.

Dove mangiare?

Ok. I gusti sono gusti ma ad Amorgos si mangia bene ovunque. I miei preferiti?

Apospero – Chora: da provare il brasato di maiale, gli zucchini stick e le bruschette con le alici

Anemi – Katapola: da provare i dakos, la purea di fave, il polipo e il pollo al limone con fichi e patate

Mouragio – Katapola: taverna di pesce – da provare la frittura e il polipo

 

F.

cropped-logo3.jpg

 

English version

Amorgos is a secret to whisper quietly to one ear. The average tourist has not yet spoiled the magic that revolves around the Cyclades Islands. To bite, taste and savor.

Here people know each other, greet each other and always greet you. Come see the family ditches. Because here you are in the family. You are baked in the morning, on the taxi boat headed to Gramvousa and in the evening for dinner at a tavern in the port.

It is a surprising sensation. Perhaps because now we are used to the bustle of Santorini, Mykonos or Zante. Perhaps because Athens and Thessaloniki are two big cities. Maybe because as you feel at home you’re never in your neighborhood where you all know. In Amorgos, however, it is different. You really are in another dimension that you will not want to leave anymore.

How many days in Amorgos?

Five days. At least five. Promettetelo. This island will steal your heart. It came out of arrogance in my Top f i v e. Trust who did it once in a decade.

Amorgos is great and you will need to rent a car. Given the climbs, the roads and over the wind I recommend the car more than the scooter.

 

When?

Among the Cyclades, it is surely the least crowded by tourists, living as in a state of AUTARCHY. In a single bubble. But my advice is always not to leave in the months of July and August, are always preferable June and September.

Where?

I stayed in Katapola, the port city of Amorgos. Aegean of Amorgos was my home for five days. New, central, few rooms, an intimate terrace and attention full of smiles.
Breakfast is in the room or on the terrace. Fresh bread, cheeses, donuts, jams, yogurt and honey.

How to get to Amorgos?

To get to Amorgos 90% of travelers travel to Mykonos (of which I spoke in another article: https://tornopercena.com/2018/09/12/mykonos-il-bianco-e-il-blu -of Cyclades /). The longer route is from Santorini, but still feasible.

With a direct flight from all the great sights you can get to the beautiful Mykonos or Santorini and enjoy a night here. These islands always have a magical charm. And then you’re in Greece, not racing things. The next day take the high speed and very soon you will have reached the final destination.

For ferries: https://www.seajets.gr/en/?fromDestination=JMK&toDestination=KOU&gclid=Cj0KCQjw_vfcBRDJARIsAJafEnEHGAunda-nagAhJwpR9dXK8_u6Ft9wJk_osHaL8kJk5Tk8Sc6TcgkaAvqlEALw_wcB

Beaches?

Paradisia – Gramvousa – Agios Pavlos + Island of Nikouria – Maltezi. If I had to do a ranking it would be this.

Paradisia is a small white pebble beach frequented only by Greeks. You’ll have a bath on your own, a company of some lady who accompanies her husband fishing. Nobody else.

Gramvousa is the uninhabited island where you will hardly take a taxi boat to return to Amorgos.

Agios Pavlos is a beautiful beach, has a nice bar with umbrellas and sunbeds, it’s really nice to spend a day there. But the sea of ​​Nikouria Island will leave you speechless.

Maltezi, ah Maltezi. More crowded than the others mentioned above. Reachable on foot from Katapola along a wonderful path (about half an hour) that runs along the sea or with the taxi boat always from Katapola.

Taxi boat prices are always between 4 and 5 euros return.

What see?

Absolutely Chora should be visited both day and night. A unique charm made from tables and chairs along the streets. From cats that sleep in the shade. From the background music.

Beware of the wind in the evening, recommended a cardigan. The island is very ventilated.

The port of Katapola is adorable with its white houses. It has two sides, to be seen both. You will understand immediately why everyone says that Amorgos is an authentic and welcoming island.

The Hosoviotissa Monastery on the rock overlooking the sea is surreal. Lovers of Architecture and you will not be enraptured. Le Corbusier must have been there for sure. Comfortable shoes, to go up it takes about twenty minutes. To enter, arms and legs are covered, both men and women.

Another more impressive monastery is that of St. Valsanlitis, here to welcome you will find its only nun. He rebuilt it and keeps it alive. He makes him alive with his paintings, his prayers but above all with his love for the other. It will offer you water, grapes and infinite sweetness. You’ll only understand it once before what you’re talking about.

Where to eat?

Ok. Tastes are tastes but in Amorgos you can eat well everywhere. My favorites?

Apospero – Chora: try the braised pork, the zucchini sticks and the bruschetta with the anchovies

Anemi – Katapola: try dakos, broad bean purée, octopus and lemon chicken with figs and potatoes

Mouragio – Katapola: fish tavern – to try fry and octopus

F.

cropped-logo3.jpg

Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...