Parigi non è soltanto la Tour Eiffel o Notre Dame. Quattro idee dal carattere non convenzionale per visitare la Ville Lumiere.

I PARCHI DI PARIGI

 

 

Il Jardin des Tuileries, tra il Louvre, il Museo dell’Orangerie e Place de la Concorde, è uno dei giardini più conosciuti e visitati di Parigi. Set di shooting fotografici di alta moda e dolci passeggiate mano nella mano allo stesso tempo. Mondano e intimo. Dall’atmosfera settecentesca. Tutti passano almeno per una volta da qui, turisti o parigini non fa differenza.

Nel XIX° arrondissement, il Parc de la Villette è senza dubbio il parco che non vi aspettate di trovare nella capitale francese. Disegnato dallo svizzero Bernard Tschumi nel 1983, è uno dei capolavori della progettazione paesaggistica e architettonica del secolo scorso. A renderlo così famoso sono la sala di proiezione Gèode, la Cité des Sciences et de l’Industrie e la Cité de la Musique con il suo conservatorio. Qua vengono organizzati eventi culturali come circhi contemporanei, mostre, rappresentazioni teatrali, proiezioni di film all’aperto e concerti di musica di tutti i generi, dal jazz all’elettronica passando per quella classica, pop e rock.

Da degli ex depositi di vino negli anni 90, estesi per ben 14 ettari lungo la Senna, il parco di Bercy ha preso vita. Per chi ama anche l’architettura c’è una chicca da non perdere. Frank Gehry ha infatti messo lo zampino anche a Bercy: è suo il progetto della Cineteca francese e del Museo del cinema, elemento di pura decostruzione ed esercitazione formale dello stile dell’archistar. Da lì a pochi passi si trovano inoltre spazi per fare parkour, skateboarding e bmx.

In molti conoscono l’High Line di New York degli architetti Diller Scofidio+Renfro e dello studio di architettura del paesaggio James Corner Field Operations. Ma la Promenade Plantée è stato il primo parco pubblico sopraelevato al mondo. Nasce nel 1998, per mano di Philippe Mathieux e Jacques Vergely, sulla linea ferroviaria dismessa che collegava la Place de la Bastille alla Varenne-Saint-Maur. Un’esperienza che si snoda su due livelli per 4,5 km tra tigli, noccioli, piante rampicanti e rose. L’accesso avviene tramite l’ascensore dall’Avenue Daumesnil n.94 e Rue Hector-Malot, oppure direttamente da: rue Hérnard, rue Sahel n1, la rue Rambervillers, le boulevard Carnot, la rue de Reuilly e la rue Jacques-Hillairet.

STREET ART 13 – GALERIE ITINERRANCE

 

 

Dimenticate la Senna, la Tour Eiffel e gli Champs Elisées. Quella di cui sto per parlarvi è una Parigi underground: graffiti, stencil e colori. In ogni grande città ci sono opere di street art e murales, però, a Parigi trovate qualcosa di unico: Galerie Itinerrance.

Fare il biglietto della Metro, mettere le cuffie e scegliere un brano qualsiasi dei Moderat. Direzione? 13° arrondissement. Tipico quartiere di periferia. Una realtà fatta di maxi-edifici e un tessuto urbano senza troppa identità. Nel 2004 l’amministrazione pubblica e Galerie Itinerrance hanno creduto in una riqualificazione tutta colorata che si contrapponesse al grigiore parigino. Il progetto si chiama Street Art 13. Murales divertenti, colorati e psichedelici. 20 artisti internazionali e 32 murales hanno cambiato il volto di un distretto.

Ve ne ho parlato bene bene qui: STREET ART 13 – GALERIE ITINERRANCE

ARCHITETTURE DI JEAN NOUVEL

 

 

Parigi e Jean Nouvel. Un gioco delle forme sempre pronto a sorprendervi. Jean Nouvel, classe 1945, francese, Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2000 e Premio Pritzker nel 2008. A Parigi lavora a quattro grandi progetti, uno più affascinante dell’altro. Il Musée du quai Branly, l’Institut du monde arabe, la Fondation Cartier e la Philharmonie de Paris.

Il link giusto? Questo qua: LE QUATTRO ARCHITETTURE DI JEAN NOUVEL A PARIGI

PIGALLE BASKETBALL COURT

 

 

Il campo da basket più bello di Parigi. Siamo a Pigalle, però niente Moulin Rouge stavolta, siamo diretti in Rue Duperré. Un’ondata di colore che va dal fucsia all’arancione fino al blu petrolio. Da spazio urbano in disuso incastonato tra gli edifici a capolavoro della street art. Il merito va a Ill-Studio che col supporto di Nike ha creato un luogo fantastico. Grazie alle vernici e alle geometrie sembra un prodotto degli anni ’80, vaporwave fino al midollo.

F.

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ENGLISH VERSION

Paris is not just the Eiffel Tower or Notre Dame. Four unconventional ideas to visit the Ville Lumiere.

THE GARDENS OF PARIS

 

 

The Jardin des Tuileries, between the Louvre, the Orangerie Museum and the Place de la Concorde, is one of the most well-known and visited gardens in Paris. Set of photo shoots of high fashion and gentle walks hand in hand at the same time. Clean and intimate. From the eighteenth century atmosphere. Everyone passes at least once from here, tourists or Parisians makes no difference.

In the 19th arrondissement, the Parc de la Villette is undoubtedly the park you do not expect to find in the French capital. Designed by the Swiss Bernard Tschumi in 1983, it is one of the masterpieces of landscape design and architecture of the last century. To make it so famous are the projection room Gèode, the Cité des Sciences et de l’Industrie and the Cité de la Musique with its conservatory. Here are organized cultural events such as contemporary circuses, exhibitions, theatrical performances, projections of outdoor films and concerts of music of all kinds, from jazz to electronics through classical, pop and rock.

From former wine depots in the 1990s, spread over 14 hectares along the Seine, the Bercy park has come to life. For those who love architecture, there is a gem not to be missed. Frank Gehry has indeed put a hand to Bercy: his project is the French Film Library and the Museum of cinema, an element of pure deconstruction and formal exercise of the archistar’s style. From there, a few steps are also places for parkour, skateboarding and bmx.

Many know the New York High Line of architects Diller Scofidio + Renfro and the landscape architecture firm James Corner Field Operations. But the Promenade Plantée was the first raised public park in the world. It was founded in 1998 by Philippe Mathieux and Jacques Vergely on the disused railway line that connected the Place de la Bastille to the Varenne-Saint-Maur. An experience that winds on two levels for 4.5 km between limes, hazelnuts, climbing plants and roses. Access is via the lift from the Avenue Daumesnil n.94 and Rue Hector-Malot, or directly from: rue Hérnard, rue Sahel n1, rue Rambervillers, boulevard Carnot, rue de Reuilly and rue Jacques-Hillairet .

STREET ART 13 – GALERIE ITINERRANCE

 

 

Forget the Seine, the Eiffel Tower and the Champs Elysees. What I’m about to tell you about is an underground Paris: graffiti, stencils and colors. In every big city there are works of street art and murals, but in Paris you find something unique: Galerie Itinerrance.

Make the Metro ticket, put the headphones and choose any song from the Moderat. Direction? 13th arrondissement. Typical suburban neighborhood. A reality made of maxi-buildings and an urban fabric without too much identity. In 2004, the public administration and Galerie Itinerrance believed in a completely redeveloped redevelopment that contrasts with Parisian greyness. The project is called Street Art 13. Funny, colorful and psychedelic murals. 20 international artists and 32 murals have changed the face of a district.

I’ve talked about it well here: STREET ART 13 – GALERIE ITINERRANCE

ARCHITECTURE OF JEAN NOUVEL

 

 

Paris and Jean Nouvel. A game of shapes always ready to surprise you. Jean Nouvel, born in 1945, French, Golden Lion at the Venice Biennale in 2000 and Pritzker Prize in 2008. In Paris he works on four major projects, one more fascinating than the other. The Musée du quai Branly, the Institut du monde arabe, the Fondation Cartier and the Philharmonie de Paris.

The right link? This one: THE FOUR ARCHITECTURES OF JEAN NOUVEL IN PARIS

PIGALLE BASKETBALL COURT

 

 

The most beautiful basketball court in Paris. We are in Pigalle, but no Moulin Rouge this time, we are heading for Rue Duperré. A wave of color that goes from fuchsia to orange to petrol blue. From disused urban space set between the masterpieces of street art. The credit goes to Ill-Studio that with Nike‘s support has created a fantastic place. Thanks to the paints and the geometries it seems a product of the 80s, vaporwave to the marrow.

F.

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Posted by:Federica Gerini

Fabrianese di nascita ma fiorentina di adozione, con la passione per i viaggi, la fotografia e l’architettura. Classe 1991, Pesci, colleziono serialmente cose. Laureata in Architettura, indosso mocassini e ascolto indie rock. Leggo libri e vedo film. Scrivo su una Moleskine. Collaboro e scrivo per magazine di viaggi, arte, architettura e lifestyle come National Geographic Traveler, Viaggio nel Mondo, FUL – Firenze Urban Lifestyle e Artribune. Se mi chiedessero di descrivermi tramite una citazione sceglierei: “Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevano altro e più lungo cammino da percorrere. Ma non importa, la strada è vita.” (On the road – J. Kerouac) Questo spazio è il mio personale diario di bordo con appunti, magari qualche consiglio e tante tante fotografie. F.

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